
Sul piano di produzione, nella linea di sterilizzazione non c’è spazio per supposizioni. Se la dose di radiazioni UVC è insufficiente, i patogeni rimangono presenti e la sicurezza del prodotto ne risente negativamente. Le dichiarazioni senza dati concreti non hanno alcun valore. Quando si utilizza la tecnologia UVC per la disinfezione, l’unica cosa importante è l’intensità delle radiazioni verificata in modo preciso.
Ciò che conta, dal punto di vista tecnico
La nostra lampada a raggi ultravioletti a mercurio ad alta pressione, con una potenza di 5 kW, è progettata per produrre un segnale spettrale stabile a 254 nm, ideale per l’assorbimento diretto dei fotoni dal DNA microbico. La potenza di 5 kW non è soltanto un valore promozionale: serve infatti per garantire l’intensità necessaria affinché venga raggiunta la dose desiderata, anche nel caso in cui i riflettori si deteriorino o le distanze cambino. L’intensità prodotta rimane costante, grazie alla struttura geometrica della lampada e ai componenti in quarzo presenti all’interno. In questo modo si ottiene un’intensità uniforme sul piano di lavoro, e non soltanto attorno alla lampada stessa.
Perché funziona nella pratica
Non si può verificare l’efficacia della sterilizzazione basandosi su descrizioni verbali. Con questa lampada, il monitoraggio dell’intensità diventa semplice: un’output stabile significa che i valori misurati dal radiometro corrispondono effettivamente a tassi di sterminazione prevedibili. Basta mantenere stabile la linea spettrale e controllare la distanza tra la lampada e il piano di lavoro; così la dose diventa un parametro misurabile. Ciò riduce i problemi legati alla qualità del prodotto e permette di avere una traccia documentata delle operazioni eseguite, grazie ai dati sull’intensità delle radiazioni.
Alcuni consigli per l’uso in ambito industriale
Una lampada a raggi ultravioletti a mercurio da 5 kW genera molto calore. È quindi necessario garantire una corretta circolazione dell’aria e uno spazio sufficiente per dissipare il calore. Se la lampada viene installata in un contenitore troppo piccolo, la sua durata di vita diminuisce e l’intensità delle radiazioni varia. È fondamentale utilizzare un radiometro calibrato per registrare l’intensità delle radiazioni sul piano di lavoro, e sostituire la lampada in base al numero di ore di utilizzo e alle perdite di intensità misurate, e non in base a una data specifica.